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WI-FI, l'imperativo è: senza fili
La tecnologia Wi-Fi è un protocollo di trasmissione wireless studiato con l'intento di supportare reti ad alta velocità. Proprio come l'Umts. Ma, a differenza di questo, il Wi-Fi opera sulle frequenze dei 2,4 GigaHertz, la stessa banda del BlueTooth. Frequenze che, guarda caso, sono riservate a uso civile (per i dispositivi wireless domestici) e che quindi non richiedono l'assegnazione di licenze particolari.
Wi-Fi (che sta per Wireless fidelity/Wireless-Fixed) da un punto di vista tecnico non solo permette un'ampiezza di banda di 11 Mbps, ma le antenne trasmissive possono essere in grado di coprire un'area che varia dai 350 metri fino a diversi chilometri.
Non solo: le evoluzioni dell'attuale versione 802.11b: la 802.11a e la 802.11g dovrebbero poter garantire una velocità massima sul cellulare di 54 Mbps.
Alla sua nascita, nel novembre '99, lo standard radio 802.11b di Wireless Ethernet (Wi-Fi), ha trovato credito solo presso le grandi aziende informatiche, i produttori di hardware o alcuni attivisti del movimento "open-source".
La Apple è stata infatti la prima casa a lanciare un notebook dotato di una porta e di un'antenna radio abilitata per lo standard 802.11b (la AirPort, con un raggio di 45 metri), seguita a ruota da Toshiba, Dell, IBM, Compaq e tra breve anche dalla Handspring, che ha scelto di integrare la tecnologia Wi-Fi nella sua prossima generazione di palmari (a scapito del Bluetooth).
La semplicità di questa tecnologia,unita ai bassi costi di produzione, sembra convincere sempre più la stessa Microsoft a sperimentare lo standard 802.11b (già inserito all'interno del nuovo pacchetto Windows XP) in un progetto congiunto con la catena di Internet cafè, per offrire in ogni locale un accesso ultrarapido a attraverso un sistema di antenne radio a corto raggio.
In realtà questa è un idea che negli Stati Uniti ha già dei precedenti, grazie
ad aziende come MobileStar e Wayport, che offrono tipologie di servizi simili in
ambienti come aereoporti, stadi sportivi e che in Europa è stata proposta per
prima dalla inglese Consume.net, che offre connessione a 11 Mbit/sec in un
quartiere londinese a chiunque abbia come supporto una scheda Wi-Fi (Wireless-Ethernet).
Telia Communications, primo operatore di tlc svedese, ha sperimentato la prima
offerta europea di connessione wireless LAN (Wireless Local Area Network)
destinata a un ampio pubblico. Il servizio proposto consente di collegarsi ad
Internet da alcuni punti strategici di Stoccolma alla velocità di 2 Mbits al
secondo.
Telia ha installato in stazioni, alberghi, centri commerciali particolari centraline in grado di trasmettere dati su una area di circa 80 metri di raggio, sfruttando la banda a 2,4 GHz. All'interno di quest'area, chiunque disponga di un PC portatile e di una scheda di rete (Ethernet Wireless) è in grado di collegarsi in rete rapidamente. L'offerta dedicata al settore business consente inoltre di stabilire, sempre attraverso Internet, una connessione diretta privata e sicura con la propria rete aziendale grazie alla VPN (Virtual Private Network).
Il comitato per gli standard dell'IEEE-SA (Institute of Electrical and Electronics Engineers Standards Association, www.standards.ieee.org), authority riconosciuta a livello internazionale come organismo preposto alla definizione degli standard in ambito ICT, ha recentemente approvato le specifiche IEEE 802.15.1 che definiscono le modalità di comunicazione di PDA, notebook, cellulari, stampanti ecc. all'interno di reti wireless personali (Personal Area Network).
Il termine "personal" nelle reti locali indica l'utilizzo di tecnologie wireless per la sincronizzazione di dispositivi che gestiscono principalmente dati personali e permettono la condivisione di informazioni tra utenti nello stesso locale o in locali adiacenti.
Lo standard IEEE 802.15.1 é stato adattato sulla base delle specifiche di Bluetooth, tecnologia della quale IEEE ha acquisito la licenza dal Bluetooth SIG (Special Interest Group, www.bluetooth.com), l'associazione formata da società leader nel settore wireless che ha guidato fino ad oggi lo sviluppo dello standard e la sua introduzione sul mercato.
Con un raggio di copertura radio di circa 10 metri e velocità di trasmissione dati da 1 Mbit/sec (ma già adesso si parla di 10 Mbit/sec) Bluetooth rappresenta una tecnologia "cable replacement", ovvero alternativa ai cavi, ad alte prestazioni.
Bluetooth, infatti, permette lo scambio di dati di file fra dispositivi superando le limitazioni imposte dalla comunicazione a infrarossi (ad esempio il mantenimento del posizionamento a vista delle unità che devono essere interconnesse).
Stazione Base, mi ricevi?
Lo standard Wi-FI IEEE 802.11a-b consente di creare reti locali Ethernet senza fili capaci di velocità di trasmissione fino a 11 megabit al secondo. Standard nato nel 1997, consente la trasmissione via reti locali radio in tecnica Spread Spectrum. Il sistema è piuttosto semplice e consiste in piccole stazioni base (Access point, Ap) e riceventi, quali le schede Pcmcia inseribili nei pc portatili.
Il tutto lavora sulla banda di frequenza di 2,4 Gigahertz, libera in quasi tutti i paesi industriali, con emissioni di potenza dell'ordine dei pochi milliwatt, e con un raggio di trasmissione, per ogni Ap, al massimo di un centinaio di metri.
La tecnologia 802.11b permette di far dialogare con facilità i dispositivi wireless (Microsoft l'ha inclusa nel sistema operativo Windows XP) con sicurezza RC4 (40 bit). Si prevedono due sviluppi a breve: il raddoppio della velocità delle Wi-fi a 22 megabit e l'affermarsi dell'802.11a che trasmetterà a 54 megabit ma su una diversa frequenza: non 2,4 ma 5 gigahertz. Anche per quest'ultima è prevista la liberalizzazione da parte dell'Unione europea.
Una rete EFM (recentemente approvata come Ieee 802.3ah) può trasportare dati Internet a 6 Mbps, quattro conversazioni telefoniche contemporanee a 64 Kbps ciascuna e quattro collegamenti videotelefonici simultanei a 768 Kbps ciascuna. Inoltre opera in banda simmetrica e la velocità uplink (verso la centrale) è più alta di quella del Dsl.
Una wireless local area network, comunemente detta WLAN, è un sistema di comunicazione flessibile e implementabile nella sua estensione , o alternativo, ad una rete fissa (wired Lan). In una Wlan viene utilizzata una tecnologia di radio frequenza RF per la trasmissione e la ricezione dei dati, minimizzando la necessità di connessioni via cavo (wired), favorendo così una discreta mobiltà.
Una rete wireless può essere un'estensione di una normale rete cablata, supportando tramite un acces point, la connessione a dispositivi mobili e a dispositivi fissi (pc). In generale le architetture per sistemi wireless sono basate due tipologie di dispositivi: gli Access Point (Ap) e i Wireless Terminal (WT).
Gli access point sono bridge che collegano la sottorete wireless con quella cablata, come abbiamo detto, mentre i wireless terminal sono dei dispostivi che usufruiscono dei servizi di rete. Gli AP possono essere implementati in hardware (esistono dei dispositivi dedicati) che in software appoggiandosi per esempio ad un pc, o notebook dotato sia dell'interfaccia wireless sia di una scheda ethernet.
I WT possono essere qualsiasi tipo di dispositivo come per esempio notebbok, palmari, pda, cellulari, o apparecchiature che interfacciano standard IEEE 802.11, o sistemi consumer su tecnologia Bluetooth.
Una WLan consente una velocità massima di trasmissione dati ( bit rate) pari a 11Mbps al di sotto di una rete wired ma superiore alle possibilità consentita dai terminali mobili comuni.
Tra i possibili vantaggi offerti da una Wlan, possiamo elencare: 1) installazione veloce e semplice, rispetto alla stesura dei cavi, canaline, etc. di una rete cablata; 2) installazione flessibile; 3) mobilità con un accesso delle informazioni real time ovunque ci si trova all'interno del network wireless; 4) scalabilità, consentendo una variegata tipologia/possibilità di configurazione, utilizzando specifiche applicazioni e installazioni; 5) possibile riduzione dei costi in certe situazioni, o a lungo termine.
La trasmissione e ricezione wireless (Tx / RX) opera sui 2.4 GHz, con potenze di trasmissione dai 10-20 mW fino ai 100mW.
La copertura di una cella radio varia da 20 metri a oltre 300 metri, in relazione alla tipologia degli ambienti, con una possibilità di collegamento da 10 a 250 utenze per Ap, in funzione del modello e della tecnolgia impiegata.
Gli standard di comunicazione usati consentono ad un WT di inviare via radio all'Ap i dati che poi instraderà , verso un'eventuale sottorete cablata o ad un'altro WT.
Lo standard IEEE 802.11 fu approvato agli inizi degli anni Novanta; allora dettava le specifiche a livello fisico e datalink per l'implementazione di una rete LAN wireless.Tale standard consentiva un data rate di 1 o 2 Mbps usando la tecnologia basata su onde radio nella banda 2.4 GHz o su raggi infrarossi. La limitata velocità dello standard determinò uno scarso successo e diffusione.
L'evoluzione di tale tecnologia diversi anni dopo ,1997, portò alla sua evoluzione IEEE 802.11b ( denominato anche Wi-Fi ) consentendo una trasmissione dai 5.5 ai 11 Mbit/s oltre a mantenere la compatibilità con lo standard precedente.
Questo standard ha avuto e sta avendo successo perché molte industrie leader nel settore (Nokia, 3Com, Apple, Cisco System, Intersil,Compaq, IBM) lo hanno riconosciuto e hanno fondato nel 1999 il WECA (Wireless Ethernet Compatibility Alliance) con l' obiettivo della certificazione, dell'interoperabilità e compatibilità tra i prodotti.
Il protocollo IEEE 802.11b consente: a) di poter variare la velocità di trasmissione dati per adattarsi al canale; b) un data rate fino a 11 Mbps; c) la possibilità di scelta automatica della banda di trasmissione meno occupata; d) la possibilità di scelta automatica dell'access point in funzione della potenza del segnale e del traffico di rete; e) di creare un numero arbitrario di celle parzialmente sovrapposte permettendo il roaming in modo del tutto trasparente.
A, B e... G: i tre standard della famiglia 802.11
Le reti che utilizzano lo standard 802.11a si chiameranno d'ora in poi Wi-Fi5. Lo ha stabilito la WECA (Wireless Ethernet Compatibility Alliance), un'associazione del settore che pubblica gli standard a cui devono conformarsi i produttori di dispositivi wireless.
Il nuovo nome, Wi-Fi5, deriva dalla banda da 5 gigahertz utilizzata dai nuovi dispositivi. Il Wi-Fi originale, basato sullo standard 802.11b, opera, invece, nella banda da 2,4 GHz. WECA stabilisce anche gli standard di interoperabilità tra diversi dispositivi concedendo i marchi di approvazione.
D'altronde non sono soltanto le reti a cambiare nome generando a volte confusione anche tra gli addetti ai lavori, ma la stessa WECA ha cambito la sua denominazione in Wi-Fi Alliance, per rispondere ai dubbi di chi si chiedeva se questo fosse l'organismo giusto al quale rivolgersi per questioni relative al Wi-Fi… La Wi-Fi Alliance ha recentemente rilasciato la certificazione di interoperabilità per otto prodotti basati sul nuovo standard 802.11g.
Secondo alcuni osservatori si tratta di un'operazione poco più che simbolica, visto che le soluzioni basate su questa tecnologia wireless sono presenti già da tempo sul mercato e che a metà giugno 2003 l'Ieee (Institute of Electrical and Electronics Engineers) aveva approvato come standard la specifica 802.11g.
La certificazione di interoperabilità é comunque ritenuta importante perché permetterà di evitare i problemi di compatibilità sperimentati in passato, quando l'802.11g era ancora una specifica.
Allora i problemi furono risolti grazie al successivo rilascio di versioni aggiornate della specifica da parte dell'Ieee.
Questo proliferare di standard, apparentemente ingiustificato, ha, in realtà le sue motivazioni. Il Wi-Fi viene oggi utilizzato da molte aziende, soprattutto negli Stati Uniti, e l'arrivo dei primi prodotti basati sulla versione 802.11a - che consente un flusso di dati cinque volte più rapido (54 Mbit/s contro 11 Mbit/s) - non ne ha ostacolato il successo e la diffusione capillare.
Si tratta, in effetti, di una tecnologia piuttosto semplice, poco costosa e con un buon raggio d'azione. Dove è sufficiente un solo terminale d'accesso 802.11b, servono diversi terminali 802.11a. Da parte sua, però, l'802.11a consente un trasferimento dati più rapido e una maggiore resistenza alle interferenze. L'802.11a utilizza la frequenza di 5 GHz, meno affollata dei 2,4 GHz del classico Wi-Fi (che è anche quella del Bluetooth, dei forni a microonde, dei telefoni DECT e di mouse e tastiere senza filo).
Non esiste in realtà una soluzione universale. L'802.11g è un'evoluzione naturale del Wi-Fi. Sfrutta la stessa frequenza, ma fornisce una banda teorica di 54 Mbit/s grazie a una modulazione del segnale più efficace. Il suo grande vantaggio sta nella compatibilità col Wi-Fi. Rovescio della medaglia: i processori 802.11g consumano molta più energia. Un problema che rende problematica la loro integrazione nei terminali mobili, in particolare nei Pda (Personal Digital Assistant), un settore che resta, per il momento, riservato esclusivamente al Wi-Fi.
Secondo gli esperti del settore, nei prossimi tre anni, l'industria si sposterà sullo standard wireless 802.11a, quindi al dual-band e, a seguire, al tri-band, che includerà gli standard 802.11a, l' 802.11b e il nuovo e ancor più veloce formato 802.11g.
Come diceamo, lo standard 802.11b è in grado di trasferire i dati ad una velocità di 11mbps ad una distanza di cento metri ma il suo limite principale è costituito dalla frequenza dei 2,4 GHz che utilizza: è infatti affollata dalle potenziali interferenze dei dispositivi Bluetooth, dei forni a microonde e dei telefoni cordless. L' 802.11a è invece in grado di offrire velocità fino a 54mbps e opera sulla frequenza dei 5 GHz, ma, attualmente, presenta alcuni problemi quali l'impossibilità di utilizzare gli stessi punti di accesso dello standard "b" lavorando su una larghezza di banda differente.
Il terzo formato, 802.11g, è molto simile all'802.11a per la possibilità che entrambi hanno di poter operare a 5.4GHz ma, al contrario dell' "a" presenta l'indubbio vantaggio di essere compatibile con l' 802.11b utilizzando tre canali distinti e separati, in modo simile allo standard 802.11b. E anche l'802.11g permetterà di raggiungere i 54 megabits al secondo sulla banda di frequenza a 2,4 gigahertz.
Il problema sicurezza: come chiudere la porta agli intrusi
Grazie alla tecnologia standard IEE 802.11b, oggi è possibile collegare in modalità wireless (senza fili), qualsiasi nodo della rete informatica, garantendo all'utenza un accesso continuo ad alta velocità (11Mbps) alle risorse della rete aziendale, della posta elettronica e a Internet.
Lo standard 802.11b prevede la certificazione Wi-Fi, che garantisce la compatibilità tra dispositivi di diverse case produttrici, ciò permette una comunicazione senza interruzioni con PC wireless e apparati di rete fissa.
Installare una rete wireless è molto semplice: per il dialogo tra due PC in wireless servono due schede di interfaccia PCI se sono desktop, PCMCIA se si tratta di notebook; con un'interfaccia USB si può collegare qualunque computer dotato di porte USB.
Per collegare i dispostivi wireless a una rete Ethernet cablata, è necessario impiegare un access point, apparecchio in grado di ricevere segnali radio trasmessi dagli stessi PC e inoltrarli ai relativi dispositivi di rete (hub/switch o router), per effettuare il collegamento con postazioni collegate alla rete fissa.
Per dirla in parole povere, chiunque abbia una connessione a Internet, con una spesa da 200-300 euro, può aggiungere uno speciale apparecchio dotato di antennina e generare una bolla di connettività wireless per un raggio di cento metri. L'unico svantaggio della comunicazione attraverso i segnali radio è la sicurezza.
La vulnerabilità della connettività Wlan è proprio data dalla sua estrema versatilità. Grazie al router, fino a 253 utenti possono utilizzare contemporaneamente il collegamento a larga banda, condividendo un modem ADSL con un solo abbonamento Internet-Switch 10/100 integrato.
Il problema si risolve dotando i propri prodotti wireless di crittografia WEP (Wired Equivalent Privacy) al massimo livello (128 bit); il controllo degli indirizzi fisici (MAC Address) dei dispositivi che possono accedere alla rete; l'integrazione con le reti private virtuali (VPN) e con la protezione perimetrale fornita dai firewall.
Ma anche dotandosi di queste precauzioni, i sonni tranquilli non sono assicurati, per molti, "intromettersi" in un sistema basato su radiofrequenze, è davvero un gioco da ragazzi. Negli Stati Uniti e in Gran Bretagna, dove il wi-fi è una realtà tutt'altro che sperimentale come invece nel caso italiano, è nata una comunità di "hackers delle onde radio", i wardriver.
Questi sono riusciti ad eludere il protocollo di sicurezza Wep (Wire equivalent privacy), ideato per proteggere la rete Wlan. è possibile scaricare in Rete programmini denominati Wep-crack che consentono a chiunque di "intromettersi" in una connessione Wi-Fi, gratuitamente e con la possibilità eventuale di filtrare le informazioni e modificarle prima che queste giungano ai veri destinatari.
Sarà battaglia quindi: con le nuove tecnologie di connessione, aumenta anche la possibilità di scardinare la sicurezza delle reti. Il tema è al centro dell'attenzione. «Da quando è partita la diffusione del Wi-fi, gli esperti si sono accorti che ci sono enormi falle nella sicurezza delle comunicazioni gestite con il protocollo 802.11» dice Danilo Bruschi, specialista del tema e docente all'università di Milano, introducendo un recente convegno organizzato dal Clusit, l'Associazione Italiana per la Sicurezza Informatica dedicato interamente al wireless.
Chiunque si trovi in quella bolla del raggio di cento metri e abbia un computer dotato della scheda Wi-fi standard, accede alla connessione e alla rete locale. Può essere l'inquilino del piano di sopra, per le connessioni casalinghe. O chi passa per strada davanti all'ufficio. Conoscendo un po' di trucchi del mestiere, raccontati al convegno del Clusit da Raul Chiesa, ex hacker e oggi esperto di sicurezza alla Mediaservice, chi entra in una bolla wireless può intercettare le comunicazioni degli altri o addirittura fingersi qualcun altro senza troppi problemi.
Il protocollo 802.11b infatti prevede che molte informazioni chiave viaggino in chiaro e presenta dei veri e propri errori di programmazione: chi ci sa fare se ne può facilmente approfittare. «Se poi la connessione è Adsl, il problema si aggrava perché non solo la mia rete si può violare, ma rischio anche di diventare un cavallo di Troia per viaggiatori che poi appariranno su Internet come provenienti dalla mia azienda» spiega Gigi Tagliapietra, leader della Siosistemi, specialista di sicurezza per le aziende. «Ma alle sfide della sicurezza esistono risposte tecnologiche precise. Nelle reti wireless l'assenza di un controllo fisico impone l'uso di chiavi, sistemi di autenticazione, crittografia. Ma ne vale la pena: il wireless è libertà. E avrà successo».
Le previsioni di mercato, in effetti, sono molto positive per questa tecnologia. La pubblica amministrazione potrebbe dare una spinta decisiva all'utilizzazione di queste tecnologie e si stanno già studiando le connessioni Wi-fi delle scuole e degli ospedali. Ma sono proprio queste anche le zone che rischiano di più, se non si prendono provvedimenti seri sulla questione della sicurezza.
Quello delle Wlan è un mercato in continua crescita
Le opportunità offerte dalle Wlan (Wireless Local Area Network) di ultima generazione, unite alla facilità d'uso, stanno spingendo un numero crescente di utenti ad adottare questa tecnologia per accedere e condividere servizi Internet a banda larga.
Secondo uno studio della società di consulenza Frost & Sullivan, le entrate sul mercato delle Wlan hanno superato i 2 miliardi di dollari nel 2003.
Un'ulteriore crescita del mercato sarà stimolata soprattutto dal maggior grado di standardizzazione e interoperabilità dei prodotti, mentre la concorrenza tra gli operatori permetterà l'abbassamento dei prezzi.
Questo promettente mercato, però, può incontrare alcuni ostacoli. Innanzitutto, l'adozione delle Wlan può essere disincentivata dalle interferenze dei numerosi dispositivi radio che affollano la banda Ism a 2,4 GHz, attualmente usata dalla maggior parte delle installazione Wlan.
Per superare questo ostacolo, secondo Frost & Sullivan, sarà necessario attendere la migrazione verso la banda a 5 GHz, favorita dall'arrivo dei nuovi standard Ieee 802.11a e Ieee 802.11g, destinati a sostituire il popolare Ieee 802.11b.
Un ulteriore problema é quello della riservatezza e della protezione dei dati sulle Wlan, che richiede al più presto una diffusa adozione nei prodotti Wlan del protocollo di sicurezza Wep (Wired Equivalent Privacy) o di tecnologie come le Vpn (Virtual Private Network) e l'Eap (Extensible Authentication Protocol).
Frost & Sullivan, infine, sottolinea come l'atteso abbassamento dei prezzi di mercato e la crescente diffusione dei prodotti causeranno una decisa riduzione dei margini di profitto delle aziende, che nel giro di due anni dovranno fronteggiare anche la concorrenza dei dispositivi radio incorporati in prodotti come computer e palmari.
è infatti fuor di dubbio che il Wi-Fi sta cambiando il modo di utilizzare qualunque rete, tra cui quella internet. Secondo le previsioni di diverse compagnie di analisi, la tecnologia wireless sta esprimendo ancora al minimo la sua potenzialità e in futuro sarà possibile integrare dalla lampada della luce allo stereo, dal termostato del riscaldamento alla lavatrice, il tutto in un unico network controllabile da computer.
Il Wi-fi, inoltre, sta trascinando con se altri settori, come quello dei computer portatili. La società Gartner ha rilevato una quota dei notebook, nel mercato delle vendite dei pc, pari al 22% nel 2002 e del 30% nel 2003.
Attualmente, il Wi-Fi comincia a fare la sua comparsa in alcuni dispositivi elettronici di consumo, come televisori, lettori DVD, impianti stereo e in tutti quegli apparecchi che possono interagire tra di loro o con un computer. I ricercatori di compagnie quali Samsung, Microsoft o Gateway stanno cercando di sviluppare ricevitori wireless sempre più piccoli e leggeri, proprio per sfruttare queste applicazioni.
Secondo la Nielsen/NetRtings, questa evoluzione rappresenta una grande opportunità per le aziende: sono sei i milioni di navigatori che ogni giorno effettuano acquisti on line, e tanti altri si connettono da casa per fare ricerche e prenotazioni. Dando la possibilità di navigare ovunque ci si trovi, il mercato avrà una espansione senza precedenti.
Espansione che già dà i primi frutti. Nel corso del 2004, la compagnia di ricerca IDC ha previsto la vendita di almeno 64 milioni di periferiche senza fili, 40 milioni in più rispetto al 2002. In alcuni casi, compagnie e provider internet offrono pacchetti già contenenti soluzioni Wi-Fi. La directory sportiva di MSN, ESPN.com, ad esempio, permette di ricevere in tempo reale classifiche aggiornate sul computer portatile, mentre si è davanti alla tv a seguire la propria squadra di basket, football americano o calcio.
Verso una rete wireless mondiale non intenzionale
Se esiste un dogma universale nel mondo del networking è che le reti vanno pianificate, con il corollario che quelle cresciute in modo anarchico sono le peggiori e le più inefficienti.
La rivoluzione del Wi-Fi sta cambiando anche questa presunta certezza, almeno per quanto riguarda le reti wireless. Si susseguono annunci di esercizi pubblici della più diversa natura che intendono trasformare le proprie location in hot spot wi-fi.
A livello mondiale ha fatto sensazione un paio di mesi fa l'annuncio della catena McDonald's, che entra la fine dell'anno doterà di accesso wi-fi 300 ristoranti in tre città americane. In Italia abbiamo l'annuncio dell'Agip che doterà di accesso le stazioni di servizio carburante sulle tangenziali e sulle autostrade. E poi aeroporti, hotel, centri commerciali, porti turistici, spiagge, piazze e biblioteche. E ancora wireless bar, campus universitari (nel Nord Europa, per ora), centri uffici.
I punti si stanno infittendo e si stanno trasformando in macchie, linee continue lungo le grandi vie di comunicazione; non è necessaria molta fantasia per capire che progressivamente si sta formando una copertura non intenzionale in modalità wi-fi sul territorio, ben oltre quello che sarebbe possibile se ci si affidasse alla sola iniziativa dei WISP impegnati a diffondere i propri hot spot.
Su questa rete a macchia di leopardo e righe di zebra gli utilizzatori di apparecchiature wi-fi potranno muoversi in roaming con un numero di interruzioni di collegamento accettabile, anche perché due fattori verranno in soccorso.
Il primo, già attuale, è l'integrazione tra wi-fi e GPRS, lo standard di "seconda generazione e mezza" per la trasmissione dati wireless in modalità a pacchetto. I software di rete per portatili e palmari sono ormai in grado di passare in modo trasparente da un collegamento wi-fi a uno GPRS senza costringere l'utilizzatore a interrompere la connessione e farla ripartire. In questo quadro la disponibilità delle schede dual-mode (Wi-Fi/GPRS) in standard Pc-Card, come la recentissima GC79 di Sony-Ericsson, non fa che aggiungere semplicità d'uso a un modo di utilizzo già tecnologicamente solido.
Il secondo fattore, in via di definizione e standardizzazione, consiste nell'estensione del Wi-Fi da standard di rete locale a tecnologia per le reti metropolitane senza fili. Si tratta dell'iniziativa IEEE 802.16 (Wi-Fi e tecnologie collegate sono della famiglia 802.11) per una rete che sfrutta una serie di frequenze comprese tra i 2 e gli 11 GHz con una banda passante dell'ordine dei 70 Mbit/secondo (il Wi-Fi è a 11 Mbit) e una estensione di diversi chilometri a partire dagli access point. Per ora si tratta di un'iniziativa limitata al mercato americano, non solo il più progredito nel settore ma anche l'unico dove le frequenze utilizzate risultano libero o facilmente liberabili. Sul nuovo standard sono attivi giganti come Intel e Nokia, per cui c'è da spettarsi che la tecnologia verrà presto rivista in senso di applicabilità globale.
Il felice matrimonio tra wi-fi e satellite
La sinergia tra due tecnologie nate indipendentemente consente di portare l'accesso ad alta velocità a internet anche nei comuni italiani, la grande maggioranza, esclusi dai piani di cablatura in banda larga. Nei 6.000 comuni penalizzati da questo "digital divide" all'italiana è infatti possibile irradiare, grazie a un router collegato a una semplice parabola per la tv satellitare installata in un punto strategico di un piccolo comune italiano, il segnale a banda larga in tecnologia Wi-Fi nel raggio di qualche centinaio di metri: dalla piazza, dalla biblioteca, dalla scuola, i cittadini di questi comuni potranno navigare a banda larga dal proprio portatile.
Il costo di queste soluzioni è ormai sceso a livelli affrontabili da qualunque amministrazione comunale. Nel territorio di Valtournenche in Valle d'Aosta, per esempio, il collegamento della LAN e della WLAN (Wireless Local Area Network) a Internet avviene grazie a un impianto satellitare D-Star, dotato di terminale a protocollo IP del costo pari a un PC di fascia media e di antenna parabolica ricetrasmittente di piccole dimensioni e di potenza ridotta.
L'isola Wi-Fi di Valtournenche costituisce la prima realizzazione del più ampio programma europeo VINCES (Valle d'Aosta Internet Network for Community, Enterprise and School), gestito dalla Regione Autonoma Valle d'Aosta, tramite il quale i cittadini, le imprese e i visitatori della Vallèe avranno a disposizione l'accesso ad alta velocità alla rete tramite collegamento wireless Wi-Fi.
Il collegamento è fornito attraverso la flotta satellitare geostazionaria di Eutelsat dalla piattaforma di terra di Torino, operata da Skylogic (sussidiaria italiana di Eutelsat), che ne assicura le alte prestazioni grazie all'instradamento diretto dei flussi sulla dorsale in fibra ottica nazionale. Con prestazioni simili ma con un pacchetto d'offerta adatto anche ai privati è il servizio TiscaliSat di Tiscali che garantisce 400 Kbit/secondo in ricezione e 150 Kbit/secondo in trasmissione su tutto il territorio nazionale.
La potenzialità del matrimonio tra collegamenti wireless terrestri e satellitari bidirezionali permettono di aggiornare agli standard richiesti dal turismo business e congressuale internazionale l'immenso patrimonio, tipicamente italiano, delle dimore e delle strutture storiche (conventi, borghi, castelli e fortezze) destinate all'ospitalità e al turismo congressuale.
Queste strutture pongono vincoli spesso assoluti di tutela artistica (pensiamo alle Ville Venete) e si trovano in località lontane dai maggiori centri di popolazione quel tanto che basta da non rientrare nei piani anche a lungo termine della diffusione della connettività in banda larga con tecnologie tradizionali (ADSL, fibra).
L'uso del Wi-Fi permette in questi ambienti di non stendere cablaggi, non richiedendo quindi autorizzazioni per l'effettuazione di lavori alle strutture, con risparmi evidenti in ambientazioni che spesso sono di grandi dimensioni e molto articolate.
Inoltre il Wi-Fi permette di portare la connettività anche nei parchi e giardini di queste strutture, che ne costituiscono un ulteriore attrattiva per l'ospite.
Il satellite consente di connettere oggi in banda larga le rete locale wireless alla dorsale della Grande Rete da qualunque località geografica e a basso costo, con caratteristiche di flessibilità dell'installazione (che può essere rimuovibile a volontà) e di rapporto contrattuale (pagamento a consumo e on-demand) che sono ideali per un business che a volte è intrinsecamente periodico o stagionale.
Il Wi-Fi? E' complementare all'UMTS
Se la promessa delle telecomunicazioni mobili sta nell'essere sempre collegati alla Rete, il suo profeta di certo si chiama Wi-Fi, il "nuovo" (che poi tanto nuovo non è) standard di comunicazioni mobili senza filo (wireless) che adotta il protocollo internazionale 802.11b.
802.11b è stato reso pubblico nel 1997, successivamente elaborato con l'appoggio di un consorzio (il WECA) composto da tutte le industrie leader nel settore, come 3Com, Apple, Cisco Systems, Compaq, IBM e Nokia.
Attraverso Wi-Fi è possibile collegarsi alla rete aziendale e quindi anche ad internet, in completa mobilità. Non occorrono più collegamenti fisici cavi e/o modem. La connessione avviene automaticamente attraverso una PC card inserita nel laptop o nel palmare e dotata di un'antenna ricetrasmittente che "parla" con la Rete, attraverso dei dispositivi (le sazioni radio base) denominati access point, in grado di coprire un'area geografica ben definita in un raggio di 50 metri (all'interno di un edificio). Gli access point, chiamati anche "hot-spot" collegano le PC card attraverso onde radio ad alta frequenza (2.4 GHz).
Secondo uno studio di Analysys Research entro il 2006 vi saranno oltre 90.000 "hot-spot locations" nell'Europa Occidentale suddivisi tra aeroporti, alberghi e bar, dove le persone abilitate godranno del privilegio di essere sempre collegati, a larga banda, alla Rete.
Wi-Fi è dunque uno standard aperto, così come è il GSM e l'UMTS. Ci sono però delle sostanziali differenze, economiche, legislative e soprattutto tecnologiche fra le due cose.
Ed è proprio su queste differenze che, da qualche mese a questa parte si è aperto un animato dibattito sull'uso del Wi-Fi.
Abbiamo intervistato Luca Tomassini, amministratore delegato di Kelyan Lab, società partecipata dal Gruppo Franco Bernabè che opera come mobile system integrator per soluzioni di telecomunicazioni mobili, sia Wi-Fi che GPRS/UMTS.
Wi-Fi e UMTS, può spiegarci perché se ne parla tanto? Gli operatori di
telecomunicazioni mobili sono allarmati.
"E fanno male, malissimo ad esserlo. Il Wi-Fi, che peraltro esiste da qualche
anno come soluzione per collegamenti di radio LAN all'interno di edifici, non è
l'UMTS e ritengo che non lo sarà mai. Diciamo innanzitutto che Wi-Fi (Wireless
Fidelity, fedeltà senza fili) è un marchio, una denominazione che è stata data
ai sistemi di wireless LAN, dal momento che questi sono divenuti interoperabili
fra le diverse soluzioni tecnologiche proposte dai costruttori di hardware. Il
Wi-Fi è una bellissima e soprattutto matura tecnologia che permette alle
macchine di parlarsi tra loro. Certo, in termini di prestazioni di banda è
qualcosa di accezzionale confrontato con il nuovo standard UMTS e soprattutto
estremamente economico. Ma da qui a dire, come sento e leggo sui quotidiani, che
il Wi-Fi sostituisce l'UMTS ce ne passa."
E allora perché si legge e soprattutto si afferma con forza che il Wi-Fi può
diventare una minaccia per le reti di terza generazione?
"Il Wi-Fi e UMTS non sono tecnologie alternative ma complementari, progettati
per usi differenti. La terza generazione di telefonia mobile è stata progettata
per le comunicazioni mobili multimediali in piena mobilità, il Wi-Fi invece è
stato pensato, o meglio lo si è pensato successivamente, per il cosiddetto
"nomadismo dell'accesso", in pratica la possibilità di collegarsi alla Rete in
aeroporti, stazioni, centro commerciali e condomini, con il proprio computer
portatile senza aver bisogno di un collegamento fisico alla rete. Posso
comprendere la preoccupazione degli operatori di rete mobile, che dopo aver
speso miliardi di euro per l'acquisto delle licenze UMTS, si ritrovano questo
"giocattolo" (che poi giocattolo non lo è) che d'emblée risolve di gran lunga i
problemi di accesso alla rete a larga banda, offre possibilità di realizzare
micro-reti cellulari (con tanto di roaming fra le celle) in ambienti aperti e
realizzare servizi multimediali impensabili con l'UMTS. E, come se non bastasse,
dato che Wi-Fi opera nella banda di frequenza libera dei 2.4 gigahertz, non
richiede alcuna licenza, salvo che un permesso regolato con il silenzio assenso
per i collegamenti punto-punto, rilasciato dal Ministero delle Comunicazioni."
Quindi il Wi-Fi non è l'UMTS?
"No, lo ripeto. E' una tecnologia che può affiancarsi all'UMTS. Wi-Fi non offre
"full mobility", ma un accesso alla rete ad alta velocità e può essere
utilizzato solo quando siamo vicini ad un "hot-spot". In funzione di quello che
si ha bisogno, il cliente può scegliere il mezzo più economico e appropriato.
Se, a titolo di esempio, il Cliente dovrà scaricare una mappa animata, piuttosto
che un video o un allegato di grandi dimensioni dalla posta elettronica dalla
posta elettronica e sarà fermo in un'area coperta da "hot-spot", utilizzerà Wi-Fi. Al contrario, se sarà in movimento e dovrà ricevere un videomessaggio,
utilizzerà l'UMTS". Questo perché cambiano le velocità di download. Voglio fare
un altro esempio: con un telefono GSM, utilizzato in modalità dati, si possono
scaricare circa 8 mila bit al secondo, con un sistema GPRS 30 mila bit al
secondo, con l'UMTS se ne potranno scaricare 300 mila al secondo e con il Wi-Fi
3 milioni di bit al secondo. That's it !. Oggi, ci sono due filosofie di
pensiero sul mondo wireless: gli americani e giapponesi, con i produttori di
computer e dispositivi mobili 802.11b trainano la filosofia del Wi-Fi come non
mai, mentre gli europei vogliono ostacolarlo in tutti i sensi. In america il
Wi-Fi viene professato come " la rivoluzione delle telecomunicazioni", usato in
ogni luogo, liberalizzato per l'accesso alla Rete. In un ultima conferenza, Negroponte a affermato che il Wi-Fi è il "fenomeno più grande di quanto noi
stessi addetti al settore possiamo immaginare, in grado di cambiare il mondo
delle Telecomunicazioni". Gli americani e i giapponesi ritengono che Wi-Fi potrà
avere un'influenza distruttiva sulle telecomunicazioni. A tutt'oggi, e lo
dimostrano le reti prime reti sperimentali Wi-Fi italiane, il servizio è
dedicato ad una clientela ricca, ma un domani, oramai prossimo, le reti Wi-Fi
potrebbero diventare una vera e propria rete alternativa a quella wired. E
questo è supportato anche dal fatto che Wi-Fi, almeno per ora, non richiede
licenze (Napster insegna). E' difficile affermare quale sarà la strada da
percorrere, certo è che sistemi come questo sono fortemente destinati a
contribuire all'inevitabile passaggio da wired a wireless".
Il Ministro Gasparri ha intimato lo stop alla società Megabeam, la prima a
partire in Italia con l'offerta del collegamento internet veloce senza fili. Che
significa questo? Come siamo messi con la legge?
"Credo che questo, al di là di tutto, sia il vero problema: regolamentare in
fretta l'utilizzo del Wi-Fi anche in Italia. Ci sono molte discussioni in corso
sull'effettiva liberalizzazione dei sistemi Wi-Fi, dovute soprattutto alle
polemiche con gli operatori di telefonia mobile di terza generazione, che come
ho già detto, vedono nel Wi-Fi un pericoloso concorrente. Ritengo che ormai sia
molto difficile tornare indietro e limitare la diffusione di una tecnologia come
questa, attraverso "trappole" legislative. In Italia, il Ministero delle
Comunicazioni, si sta per pronunciare circa l'utilizzo dei sistemi 801.11b in
ambienti outdoor, regolamentandone l'utilizzo, così come ha fatto con l'ultima
revisione del piano regolatore delle frequenze. A breve dunque, conosceremo le
decisioni."
Su un banner del sito della sua azienda, si recita: Choose freedom. Perché?
"Evidentemente è una provocazione. Mi auguro sia di buon auspicio, circa la
possibilità di realizzare quello che affermo e cioè utilizzare il Wi-Fi come
tecnologia complementare alle reti di telecomunicazioni mobili di terza
generazione. Il banner riporta dei simboli scritti con gesso sui muri delle
strade americane, denominati warchalking. I simboli indicano la presenza di "free-hot-spot", dei punti di accesso wireless alla rete internet totalmente
libero da protezione".
Fonte: cellulari.it
