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Sei in: Office - Una risposta su... - Internet su rete elettrica

Internet ad alta velocità - la banda larga insomma - non può arrivare in tempi brevi dappertutto. La copertura degli utenti che abitano in grandi città procede ed ormai la maggior parte di coloro che hanno una linea telefonica fissa può avere anche un collegamento ADSL o un accesso su fibra ottica nei casi più fortunati. La densità di popolazione elevata e la presenza di aziende rende economico per i gestori offrire la banda larga.

Usciti dai grandi agglomerati urbani la situazione è preoccupante. Si fa un gran parlare di digital divide, di banda larga per tutti, di incentivi per digitalizzare il Belpaese ma la verità è che portare Internet ad alta velocità nelle piccole città di provincia non è nell'interesse dei gestori di telefonia. Telecom Italia, società che controlla la quasi totalità del mercato, offre la connettività a banda larga solo dove è conveniente economicamente: è una società privata e (giustamente) basa le proprie strategie sul ritorno economico degli investimenti.

C'è però un'alternativa affidabile ad Internet su rete telefonica. Se ne parla ancora poco, ma esiste e funziona: Internet su rete elettrica, una tecnologia che davvero può portare il Web in ogni dove. La tecnologia Power Line (PLC) offre Internet su rete elettrica a 2,5 Mbit/s con la possibilità di arrivare a 20 Mbit/s con trasmissione bidirezionale. Dove possono arrivare realmente BPL (Broadband over Power Line) e PLC?

OPERA lo standard europeo

Il primo enorme vantaggio della tecnologia "elettrica" è la necessità di investimenti ridotti. La rete di distribuzione dell'energia arriva (quasi) ovunque, abilitare le cabine elettriche alla trasmissione di dati è un'operazione economica che può essere effettuata durante l'ordinaria manutenzione degli apparati. La cabina elettrica è l'anello di congiunzione tra la rete dati classica (la dorsale) e la rete di accesso Powerline, equivalente dell'ultimo miglio di rete telefonica. L'utente è connesso ad Internet con uno speciale modem, che trasforma i dati in onde elettromagnetiche incanalate sul filo della corrente. I dati sono ricevuti dalla cabina elettrica, connessa ad una dorsale che può utilizzare diverse tecnologie (xDSL, fibra ottica, satellitare o wireless).

L'idea di utilizzare la rete elettrica per la trasmissione dati non è nuova, già negli anni Venti le compagnie comandavano a distanza gli impianti di illuminazione e gli attuali citofoni delle nostre case usano cavi elettrici. Solo l'avvento della tecnologia digitale ha però fornito la possibilità di trasmettere dati ad alta velocità con prestazioni superiori alle linee ADSL.

Siemens ha presentato la scorsa settimana il nuovo sistema Powerlink, realizzato dalla divisione Power Transmission and Distribution (PTD). Powerlink non trasmette soltanto dati di comando, segnali per funzioni di sicurezza, fax e voce, ma è anche l'unico sistema esistente sul mercato in grado di trasferire dati video sulla rete ad alta tensione.

Il sistema raggiunge una velocità di trasmissione massima di 76,8 kbit/s con una larghezza di banda di 8 kHz: rispetto alla maggior parte dei sistemi tradizionali, il Powerlink vanta tre canali vocali senza compressione, invece dei consueti due. Se l'operatore impiega la compressione vocale con multiplex, è possibile incrementare fino a dodici volte il numero dei canali vocali, ad esempio per la telefonia.

L'Unione Europea ha già finanziato diversi progetti relativi alla PLC, culminati con la creazione di un forum per la diffusione dell'Internet elettrica in Europa. OPERA è l'acronimo di Open PLC European Research Alliance ed è stato creato dall'UE in collaborazione con il PLC Forum, network europeo di aziende che intendono promuovere l'utilizzo della tecnologia Powerline. Parallelamente, la statunitense FCC (Federal Communication Commission) ha ufficialmente riconosciuto la PLC come tecnologia d'accesso alternativa.

Rimangono da risolvere alcuni problemi, principalmente dovuti alle interferenze. La maggior parte delle linee elettriche è sospesa e non interrata, dunque i segnali creano nell'etere onde elettromagnetiche che possono interferire con altre comunicazioni radio. Diminuendo la potenza del segnale (portando cioè le emissioni allo stesso livello di quelle emesse da un cellulare o da un forno a microonde), si rischia di rendere il sistema sensibile ai disturbi. Proprio la potenza di trasmissione e la regolamentazione delle frequenze (da 1.7 a 30 MHz) saranno tra i temi principali discussi in seno ad OPERA.

Sembra dunque che la svolta sia vicina, almeno nel medio termine: OPERA è un progetto della durata di 4 anni ed i primi due anni saranno dedicati allo sviluppo di uno standard PLC europeo. Sebbene la tecnologia possa fare concorrenza - per prezzo e prestazioni - all'offerta DSL tipica dell'ultimo miglio (linea telefonica, WLAN), l'Unione Europea vede nella PLC l'occasione per portare Internet nelle aree rurali e in quelle zone dove la carenza di infrastrutture rende anti-economico offrire la banda larga.

In Italia comanda ENEL

In Italia, la sperimentazione di Internet su rete elettrica è riservata ad Enel e ad alcune ex municipalizzate che localmente possiedono la rete elettrica. A Grosseto, Enel sperimenta la tecnologia PLC da circa due anni con il coinvolgimento di 2.500 utenti che navigano gratuitamente a banda larga. Nella seconda fase della sperimentazione, saranno implementate tecnologie che permettono la trasmissione dati anche su reti elettriche secondarie (media tensione) e dunque su distanze maggiori rispetto all'ultimo miglio.

Dal primo luglio 2004, Enel ha ceduto a Wind la responsabilità del progetto senza chiarire se i provider interessati ad offrire la tecnologia PLC ai propri clienti potranno affittare la rete Enel. La lacuna è evidente e potrebbe rallentare la diffusione della tecnologia: per offrire Internet su rete elettrica bisognerà avere il consenso di Enel Distribuzione, che gestisce le cabine elettriche. Pagando un affitto, chiunque potrà installare i propri apparati dentro le cabine. O no? Il dubbio è lecito, perché è Wind ad avere ora il controllo delle attività di telecomunicazioni precedentemente gestite da Enel. Si muovono intanto anche alcune ex municipalizzate, multiutility cittadine che mirano ad offrire oltre ad elettricità, acqua, gas anche il Web sui fili della corrente. Si tratta però di piccole realtà che non possono impensierire l'eventuale dominio di Wind-Enel.

La speranza è che si arrivi ad una rapida regolamentazione che porti alla diffusione della tecnologia PLC anche nel nostro Paese. In Germania a Mannheim e Dresda, in Austria a Linz, in Scozia, Svizzera, Svezia, Polonia e Stati Uniti i dati viaggiano già su rete elettrica. Speriamo di poter presto guardare anche in Italia le prese elettriche con un occhio diverso: sarebbe - è il caso di dirlo - un utile (elettro)shock per stimolare la concorrenza sul mercato della banda larga dominato da Telecom.

Fonte: portel.it

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