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Un manager del Sol Levante prenota con il suo cellulare il ristorante per un pranzo di lavoro, mentre dall'altro lato della città sua moglie è a casa ad armeggiare ai fornelli, seguendo sul telefonino passo dopo passo le istruzioni della ricetta dell'anatra alla pechinese. Suo figlio è in giardino, con i compagni di scuola; sta giocando e scambiandosi con gli amici i nuovi screensaver e le suonerie che si è appena scaricato da internet sul telefonino grazie a Bandai Ltd. Il tutto praticamente gratis: solo 100 Yen (1900 lire) di canone al mese. E' il Giappone di oggi, un tipico quadretto da I-mode.
L'alternativa
orientale al "nostro" Wap ha fatto passi da gigante, e arriva a minacciare
pure l'Umts
L'i-mode - dove "i" sta per information è stato lanciato nel febbraio 1999
dal gigante giapponese delle telecomunicazioni NTT DoCoMo. Ora lo utilizzano
già più di 12,7 milioni di abbonati: non solo: si registrano 20.000 nuovi
abbonamenti al giorno e la NTT si è vista suo malgrado costretta a ridurre
le "consegne" per evitare la saturazione della rete.
Si tratta di uno standard a pacchetti, a 800 Mhz e che viaggia a 9,6 Kb,
dunque a banda stretta, ma strutturato in modo tale da consentire agli
utenti di avere un'apprezzata connessione "always on". Che, tradotto in
parole povere, significa essere sempre collegati alla rete superando le
limitatezze della banda. Alla faccia degli europei che continuavano a
ripetere che per vedere la vera convergenza tra internet e telefonia mobile
avremmo dovuto aspettare quantomeno il Gprs.
Senza contare che già da maggio del 2001, sempre in Giappone, assisteremo al
lancio di un servizio basato sullo standard W-CDMA, che consentirà di
raggiungere una capacità di trasmissione fino a 384 Kb/s.
Dai giochi al business, un successo annunciato
In
Giappone il successo dell'I-mode è stato senza precedenti. Oltre alla
possibilità di trasmettere immagini, video e file audio, un sicuro fattore
di successo è stata la scelta di produrre cellulari con schermi sempre più
grandi e a colori grazie alle robuste sovvenzioni di NTT DoCoMo, e venduti
quindi a prezzi molto simili a quelli dei normali cellulari per sola voce.
In Giappone un telefono i-modo può costare tra le 300 e le 400 mila lire. In
questo modo la compagnia ha anche creato un enorme mercato di produzione e
ha facilitato la sostituzione dei cellulari tradizionali, che entro due anni
dovrebbe essere praticamente completata. Canoni mensili estremamente bassi
(meno di 8mila lire al mese) e prezzi per i byte scaricati molto contenuti
hanno costituito un nuovo incentivo dal punto di vista del costo di
utilizzo. Considerando i milioni di clienti di DoCoMo, i service providers
vanno a gara nell'offrire sempre nuovi contenuti, sul cui trasferimento il
gestore giapponese incassa una adeguata provvigione.
I servizi offerti sono numerosissimi e spaziano dalla e-mail alle suonerie
alle transazioni bancarie e finanziarie e commerciali, ai dizionari, alle
più diverse guide e informazioni, alla musica, ai cartoni animati, ai
giochi. Servizi che è anche più piacevole utilizzare in quanto la maggior
parte dei terminali, contrariamente al Wap, sono a colori e con un'ottima
risoluzione.

Alcuni di questi servizi sono gratuiti e altri, come si è
detto, offerti a prezzi molto accessibili. L'e-mail è sicuramente il
servizio più usato. Gli utenti hanno a disposizione una casella di posta
elettronica personale, il cui indirizzo è legato al cellulare:
numeroditelefono@docomo.ne.jp.
Perché l'I-mode non varca i confini visto tutti i vantaggi che offre? Il
problema è che si tratta di una tecnologia proprietaria della NTT DoCoMo,
ovvero è stata progettata per operare sulla loro rete PDC. Il WAP, al
contrario, nasce come standard universale, indipendente dalla rete su cui si
appoggia e dal terminale che si utilizza.
DoCoMo però non si è accontenta di godere del suo ruolo privilegiato, ben
conscio che il suo monopolio può essere attaccato in qualsiasi momento. Per
questo vuole tentare di esportare all'estero la sua tecnologia nell'attesa
di ridefinire alcune strategia in vista del debutto dell'Umts. Ne è un
chiaro esempio la decisione di creare un i-mode in lingua inglese o quella,
già di introdurre cellulari con software Java a partire dal prossimo anno.
L'alleanza con il numero uno della telefonia mobile olandese, KPN Mobile, e
con la nostra TIM può essere letta come il preludio all'entrata di i-mode in
Europa.


Come funziona e i vantaggi sul WAP
La rete mobile digitale giapponese PDC offre una connessione
dati a 9600 bps, ovvero alla stessa velocità del "nostro" Gsm. Ma invece di
passare al Gprs, "irrobustendo " la capacità di trasmissione, si è deciso di
far evolvere la rete PDC con l'introduzione del PGW (letteralmente "Packet
Gateway transfer processing equipment"), che assume la veste di gateway fra
la rete mobile e le reti esterne, ovvero internet.
Se una persona vuole entrare in rete, accende il telefono e questo inizia la
procedura di connessione inviando un primo pacchetto al "Packet local
processing Module", o PPM. Questi, a sua volta, notifica l'evento al M-SCP
attiva la procedura di autenticazione, e se questa ha esito favorevole viene
abilitata la comunicazione fra il cellulare mobile e PGW. Il PPM, in
pratica, gestisce i pacchetti scambiati fra il PGW e i server internet
depositari dei servizi, che arrivano sul telefonino scritti in Conpact-HTML,
ovvero una sorta di HTML prima maniera. Oggi vi sono oltre 13.000 siti
compatibili, più una trentina di motori di ricerca.
Se in Europa il protocollo Wap si basa sul presupposto di adattare le pagine
Web ai cellulari e agli altri dispositivi portatili, come palmari e Pda, in
Giappone invece si è applicato il percorso inverso: adattare gli apparecchi
mobili alle applicazioni Web. Questo rende il processo più rapido e più
economico del Wap: primo perché le informazioni sono inviate a pacchetti;
secondo perché i costi vengono calcolati non sul tempo di connessione, bensì
sulla quantità dei dati trasmessi e scaricati.
L'altro vantaggio fondamentale è che l'i-mode permette la consultazione
dei siti senza restrizioni. La ricezione delle pagine Web non necessita di
particolari conversioni grazie al linguaggio utilizzato. I siti e le pagine
internet sono scritte con l'HTML, mentre il Wap necessita di un particolare
linguaggio di descrizione della pagina che è l'WML.
Quindi, per visualizzare i contenuti delle pagine presenti sulla rete, chi
gestisce un sito deve riscrivere ogni pagina Web perché possa essere
consultata da un terminale Wap. Ecco perché con il Wap noi non possiamo
vedere la pagine come dal nostro Pc. L'i-mode, invece, sfrutta una versione
"baby" dell'HTML, chiamata "cHTML", che è sufficientemente simile al
linguaggio originale da permettere la lettura delle pagine Web così come
sono. Non solo: la scrittura cHTML è molto meno pesante in termini di file
rispetto al WMl del Wap, e quindi anche la trasmissione dei dati avviene più
velocemente. Questo spiega perché è possibile inviare file audio, dati e
immagini o fare transazioni wireless a velocità molto superiori rispetto al
Wap, pur viaggiando sempre sulla rete Gsm a 9,6 kbps.
Playstation wireless e università
Gli utenti giapponesi della PlayStation potranno ben presto
sfidarsi l'un l'altro attraverso il telefonino: grazie ad un accordo con NTT
DoCoMo, Sony potrà infatti portare la sua piattaforma ludica sui telefonini
iMode a partire dalla fine di marzo. Ma Sony non sarà l'unica ad usufruire
dei vantaggi dell'iMode: anche Sega ha annunciato proprio ieri che lavorerà
con NTT per portare i games della Dreamcast sui netrwork iMode. E per
concludere il triangolo, Sony collaborerà a sua volta con Sega per
sviluppare una versione avanzata della PlayStation 2 che possa portare il
gioco online all'interno delle grandi sale giochi.
Ma gli utenti del Sol Levante hanno più motivi per brindare. Finora potevano
essere consultate solo 30 mila pagine da un telefono dotato della tecnologia
di cui è proprietaria la Ntt. Ora, grazie all'accordo firmato tra la stessa
NTT e Google, forse il più celebre motore di ricerca al mondo con Altavista,
le pagine Internet direttamente accessibili tramite cellulare diventeranno
oltre 1 miliardo e 300 milioni.
Un matrimonio, contratto per offrire agli utilizzatori di cellulari
giapponesi un accesso mai dato ad altro apparecchio mobile. Il noto motore
di ricerca tradurrà automaticamente i siti HTML nel formato adatto ai
cellulari. Il tutto alla faccia del nostro Umts: in Giappone sono avanti di
chilometri.
A confermarlo, una curiosità che rende bene l'idea del potenziale di questa
tecnologia e il suo forte impatto sulla società. L'università giapponese di
Rikkyo, situata nella zona occidentale di Tokyo ,è la prima al mondo a usare
la tecnologia Umts per organizzare la vita universitaria.
L'ateneo infatti lanciato un sito web accessibile dai cellulari "i-mode" e
gli studenti possono seguire le lezioni, rivolgere domande ai professori e
controllare il calendario delle lezioni e degli esami. L'università di
Rikkyo è online dal 1993 e più volte i professori hanno cercato di spingere
il progetto della creazione di un ateneo virtuale pur sapendo che, dato che
non tutti gli studenti possiedono un pc personale, alcuni non avrebbero
potuto godere di questo sistema. All'università di Rikkyo infatti, solo il
35% degli studenti ha dichiarato di avere un pc personale mentre il 92% dei
ragazzi possiede un cellulare.
Ntt Me, il braccio operativo dei progetti speciali del colosso nipponico, ha
contattato l'università offrendo di accollarsi parte degli investimenti per
la ricerca e lo sviluppo del sistema di trasmissione dei prodotti
universitari. Sta iniziando dunque una nuova era. Il sistema, il cui sito
conta oltre 40.000 visite al mese, dovrebbe essere introdotto anche da altre
università della regione dato che, negli uffici della Rikkyo, sono arrivate
numerose richieste di informazioni da parte di altri atenei.
E in Italia? Con Tim qualcosa si muove
La
nostra Tim ha siglato un protocollo d'intesa con l'olandese KPN Mobile e la
NTT DoCoMo che svilupperanno un nuovo concetto di Internet mobile per il
mercato paneuropeo.
Nella joint venture confluiranno le competenze e l'esperienza delle tre
società. In particolare TIM apporterà la propria esperienza nello sviluppo e
gestione di piattaforme complesse e scalabili per l'offerta di servizi al
mercato di massa, come i servizi prepagati e la fatturazione in tempo reale;
NTT DoCoMo l'esperienza nello sviluppo dei servizi i-mode, la conoscenza di
soluzioni tecnologiche, oltre la conoscenza dell'orientamento del mercato
rispetto all'offerta dei servizi; KPN Mobile metterà a disposizione la
propria conoscenza di servizi a valore aggiunto e offerte innovative nei
Paesi Bassi, in Germania e in Belgio. I servizi previsti dalla joint venture
comprenderanno i giochi interattivi, lo scambio di messaggi e-mail e di
immagini, le transazioni mobili. Includeranno anche un'ampia gamma di
informazioni georeferenziate su traffico, ristoranti, parcheggi ecc.
I servizi mobili su Internet verranno inizialmente introdotti in Germania,
Italia, Paesi Bassi e Belgio: un mercato di circa 165 milioni di clienti
creando così una solida base per fornire servizi a livello internazionale.
L'offerta sarà estesa agli altri Paesi europei tramite le società affiliate,
contratti di fornitura di servizi commerciali con altri operatori e
attraverso operatori mobili virtuali.
TIM e NTT DoCoMo si sono anche accordate con Sony Computer Entertainment per
l'integrazione tra le tecnologie Mobile Internet e la console di videogiochi
Playstation. Insieme provvederanno alla realizzazione di tutte le soluzioni
hardware e software per il collegamento tra i telefonini e la Playstation,
il gateway server e i server dei content providers.
