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Ma cosa sarà mai questa tecnologia del "dente blu"? Ahi, ahi, ma quale dente colorato. La traduzione letterale vi induce all'errore. Harald Bluetooth, o "Blåtand" in scandinavo, è il nome di un re vichingo vissuto in Danimarca dal 910 al 940. Non molto nordico d'aspetto - capelli neri e carnagione scura - ebbe il merito di portare la cristianità in Scandinavia e unificare le regioni norvegesi a quelle danesi. Così, per renderli onore, la compagnia di telefonia mobile svedese Ericsson ha deciso di intitolargli questa nuova tecnologia wireless, ovvero "senza fili".
Bluetooth è nata con l'obiettivo dichiarato di migliorare l'utilizzo degli apparecchi mobili, semplificandone connessione e comunicazione. In parole povere si tratta di far sì che personal computer, cellulari, palmari, agende elettroniche e quant'altri dispositivi mobili possano scambiarsi dati anche senza una connessione via cavo. Insomma, la parola d'ordine è: bandire i cavi da qualsiasi cosa abbia un processore, quindi dagli oggetti high tech come Pc portatili, palmari o telefoni cellulari ma anche gli elettrodomestici di ultima generazione, come TV, Dvd, Hi-fi . E per arrivare anche a frigoriferi, lavatrici e forni a microonde il passo è davvero breve. Tanto che in via sperimentale esistono già elettrodomestici Bluetooth compatibili.

L'origine
Il ruolo di pioniera va al colosso svedese Ericsson. Nel 1994 Ericsson Mobile Communications lanciò una campagna di ricerca per studiare interfacce radio di basso costo e consumo, destinate a collegare i telefonini con il resto del mondo digitale. Poi, all'inizio del 1998, è partita l'iniziativa Bluetooth vera e propria, su iniziativa della stessa Ericsson e grazie al prezioso aiuto di alleate di peso come Nokia, Ibm, Toshiba e Intel, tutte unite dall'obiettivo di sviluppare uno standard per l'interconnessione via onde radio. Così, per garantire lo sviluppo e la libera circolazione di questa tecnologia in una vasta gamma di diversi dispositivi differenti, questi colossi hanno costituito uno speciale gruppo di interesse, il SIG. Il gruppo ha ben presto acquisito nuovi partner aziendali di nome come Motorola, 3COM/Palm, Compaq, Axis Communication, Dell, Lucent Technologiese e Qualcomm e oggi raggruppa la bellezza di oltre 1900 compagnie.
Lo standard Bluetooth rappresenta l'evoluzione del protocollo IrDA per la trasmissione di dati senza fili. La tecnologia è stata progettata per trasmettere dati a velocità superiori ad 1 Mbps a distanze superiori a 10 metri e fino almeno a 100. Gli infrarossi potevano sì rappresentare una buona soluzione, ma hanno alcuni limiti non trascurabili. Tra questi, quello di non essere particolarmente veloci e il fatto che, per funzionare, devono avere le cellette "in vista". Se risulta coperto o l'emittente o il ricevente, si blocca tutto. Per questo si è deciso si puntare sul collegamento radio, che però a sua volta doveva essere per forza a basso consumo, visto che gli apparati non potevano che essere grandi pochi centimetri. La specifica Bluetooth , dal canto suo, stabilisce che il consumo di energia del dispositivo sia compreso tra 30 micro ampere in modalità di "attesa" e un intervallo di 8-30 milliampere (inferiore a 1/10° di watt) durante la trasmissione attiva.

Come funziona
Negli apparecchi portatili (cellulare, palmare o forno a microonde che sia...) viene incorporato un minuscolo ricetrasmettitore a breve raggio. L'inserimento può essere diretto o tramite una scheda (prendete come esempio le PC Card). Questo ricetrasmettitore opera su una banda radio libera da licenze e disponibile a livello mondiale, sui 2,45 GHz, che supporta velocità di trasferimento dati fino a 721 Kbps, oltre a tre canali audio. Tra le sue caratteristiche c'è - oltre la già citata portata massimo di 100 metri - la possibilità di saltare da una sottofrequenza all'altra durante la connessione, di possedere un sistema di sicurezza e riservatezza integrati, e di supportare il protocollo TCP/IP.
Il ricetrasmettitore utilizza il Frequence Hop (FH) Spread spectrum, che divide la banda di frequenza in un numero di sottocanali. Otteniamo quindi un'elevata velocità che ci consente il passaggio di un enorme flusso di dati, compreso audio e video in tempo reale.
Altri due vantaggi concreti del Bluetooth, particolamente strategici, sono l'omnidirezionalità e la capacità di trasmettere anche attraverso muri ed oggetti.
Le applicazioni sono praticamente sterminate. Dalla cuffia senza fili per il telefonino (già sviluppata da Ericsson), al vivavoce per auto agli elettrodomestici radiocomandati. E ancora, tanto per fare esempi concreti, la telecamera della Casio, in grado di collegarsi senza fili al cellulare per scattare e inviare immediatamente immagini digitali via wireless. E ancora, applicazione particolarmente gradita dal punto di vista aziendale, Pc in rete tra stanze e piani diversi, il tutto senza cavi!
Immaginate che comodità. Altro che andare ogni 5 minuti dal capoufficio: si correrebbe persino il rischio di poter fare tutto in videoconferenza, senza mai alzarsi dalla sedia: il paradiso dei pigri...
In ufficio tutto sarà più comodo. Potremo scaricare dati dal nostro notebook o dal nostro palmare semplicemente passandolo sopra l'hard disk, un po' come fanno oggi le commesse dei supermercati. O alla stessa stregua passare file ad amici e colleghi.
E quando ritorniamo a casa? Beh, c'è solo l'imbarazzo della scelta. Abbiamo sempre con noi il nostro telefonino o il nostro palmare Bluetooth e, appena messo piede sullo zerbino, ecco che la nostra casetta esaudisce immediatamente i nostri desideri, come per magia. Tutti gli elettrodomestici Bluetooth, ricevono l'ordine ed eseguono: i termosifoni regolano la temperatura ideale, le luci si accendono, il televisore cerca da solo il nostro canale preferito, il forno a microonde inizia a scaldarsi alla temperatura che abbiamo scelto per le lasagne o il pollo arrosto.
Una vita wireless
Tutti
gli apparecchi Bluetooth compatibili si riconfigurano e si controllano
vicendevolmente, in modo da comunicare senza difficoltà. La "Piconet" è una
rete di device connessi tra loro che utilizzano la tecnologia Bluetooth. Un
piconet può consistere in un numero di device che vanno da 2 ad 8. In
generale in un piconet ci sono sempre un device detto "master" e gli altri
detti "slaves".
E finora abbiamo parlato solo delle applicazioni possibili in casa e in ufficio: pensate anche a tutti gli altri scenari, dall'automobile (Motorola ha già annunciato di aver pronto un kit su misura) al tempo libero. O la musica, giusto per fare un altro esempio: potremo trasferire canzoni in Mp3 dal Pc al telefonino (o al player) semplicemente avvicinando gli apparecchi. Insomma, c'è davvero di che sbizzarrirsi.
In una sua recente indagine "Cahners In-Stat Gruop", l'agenzia americana specializzata in ricerche di mercato high-tech, prevede che l'apparecchiatura Bluetooth comincerà a fare capolino sul mercato Usa per la fine del 2000, e che entro il 2005 si toccheranno 1 miliardo e mezzo ed unità wireless prodotte. Superato il prevedibile periodo di rodaggio iniziale, l'innovazione, la ricerca e soprattutto le grandi quantità introdotte sul mercato permetteranno innanzitutto l'integrazione in molti altri prodotti, e successivamente anche l'abbattimento dei costi di vendita, favorendo così la diffusione popolare di questo nuovo standard.
Se volete saperne di più potete fare un salto sul sito ufficiale mondiale della nuova tecnologia. Non sapete qual è? E' facilissimo ma ve lo diciamo noi, sennò che amici saremmo: http://www.bluetooth.com/.
